Visita specialistica gastroenterologica: attenzione ai cambi di stagione, lo dice il medico

Ogni cambio di stagione è un momento molto delicato per l’organismo. Nuove temperature e nuove abitudini, infatti, potrebbero provocare piccoli e fastidiosi malanni e acutizzare patologie già in essere. Lo stomaco è una delle parti del nostro corpo che più risente di questi passaggi. Non è raro, infatti, soffrire di mal di stomaco e disturbi vari che ci fanno avvertire la necessità di una visita gastroenterologica.

Cambio di stagione: momento delicato per lo stomaco

Il cambio di stagione, soprattutto il passaggio dall’inverno alla primavera, è un momento particolarmente delicato per lo stomaco. Chi già soffre di disturbi, come acidità, reflusso gastroesofageo e gastrite, potrebbe notare un notevole aumento dei sintomi. Chi, invece, generalmente non ha alcun tipo di problemi di questo tipo potrebbe iniziare ad avvertirli.

Ovviamente, non sempre è il cambio di stagione a causare disturbi all’apparato gastrointestinale. Spesso, infatti, la causa va ricercata dall’alimentazione o nel proprio stile di vita. In ogni caso, quando i sintomi si presentano ciclicamente e con frequenza, è sempre bene fare riferimento ad una figura specializzata e sottoporsi ad una visita gastroenterologica.

A chi rivolgersi?

Ci sono alcuni campanelli di allarme che non andrebbero sottovalutati e che ci indicano che qualcosa, nel nostro organismo, non sta funzionando nella maniera corretta. Diarrea, muco nelle feci, stitichezza, dolori, fitte e crampi allo stomaco, acidità e/o difficoltà a digerire sono sintomi che, se presenti frequentemente, dovrebbero portare a sottoporsi ad una visita specialistica gastroenterologo.

È opportuno, quindi, affidarsi ad un gastroenterologo, che, dopo una visita approfondita, saprà valutare la natura dei sintomi e dare indicazioni su cure e terapie.

La visita gastroenterologica

I disturbi dell’apparato gastrointestinale, sono spesso frutto di stili di vita errati o di diete scorrette e sbilanciate. Il medico, quindi, inizierà proprio indagando sulle abitudini del paziente in fatto di consumo d’alcol, fumo, alimentazione, sull’assunzione di farmaci e sulla sua storia clinica. 

All’anamnesi seguirà un esame obiettivo, attraverso il quale il medico potrà apprendere lo stato di salute degli organi. Palpazione, percussione e auscultazione dell’addome sono momenti fondamentali della visita gastroenterologica. Da qui, infatti, si potrà comprendere il grado di dolorabilità o la presenza di alcune anomalie.

Qualora lo ritenesse opportuno, il medico può decidere di sospendere il giudizio e prescrivere ulteriori test per avere un quadro completo, come radiografie, tac, colonscopia, gastroscopia, etc. Per questo motivo è bene affidarsi a centri polispecialistici che offrono al gastroenterologo l’opportunità di sfruttare diverse attrezzature e avvalersi di varie competenze.

Se il gastroenterologo ritiene sufficiente la visita effettuata, procederà con una diagnosi e con la delineazione di un piano terapeutico.

Visita specialistica: quanto dura?

Una visita gastroenterologica ha una durata variabile che si aggira intorno tra i 40 minuti e i 60 minuti. È opportuno, nella fase di anamnesi, riferire al medico con estrema precisione le proprie abitudini e, soprattutto, il nome dei farmaci che si è soliti assumere. È bene, inoltre, portare con sé i risultati di eventuali test richiesti e tutta la documentazione medica in possesso riguardante i disturbi che hanno indotto a sottoporsi alla visita. Non è richiesta nessuna specifica norma di preparazione, se non l’accortezza di indossare abiti comodi e che non creino ostacolo durante l’esame obiettivo.

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