Visita specialistica: chi dovrebbe eseguire una visita cardiologica

Quand’è che si rende necessaria una visita cardiologica e, di preciso, in cosa consiste? Generalmente, la visita specialistica viene eseguita da un cardiologo per un controllo preventivo o in caso si rendessero necessari accertamenti. Ma quali sono i sintomi che possono mettere in allarme e che indicano che è arrivato il momento di controllare uno degli organi vitali più importanti del nostro corpo?

I sintomi a cui fare attenzione

I sintomi da tenere sotto controllo sono diversi. La tachicardia è uno di questi. È una condizione che si presenta quando, a riposo, la frequenza cardiaca supera determinati limiti (in genere, i 100 battiti al minuto. Anche il cardiopalmo, o palpitazioni, è da tenere sotto controllo e, soprattutto quando questa sensazione si ripete con frequenza si rende necessaria una visita specialistica.

Capogiri, svenimenti e affaticamento a riposo o a seguito ad una leggerissima attività fisica sono tutti segnali che possono indicare la necessità di una visita cardiologica. Stesso discorso vale per i dolori toracici che, seppur avvertiti minimamente ma frequentemente, devono immediatamente far pensare ad una visita per ascoltare il parere di un cardiologo. Infine, tra i campanelli d’allarme, c’è anche il dolore interscapolare.

Fattori di Rischio

Ci sono delle condizioni fisiche in presenza delle quali è consigliabile tenere il cuore sotto controllo e prendere in considerazione un check up completo periodico. Ad esempio, il cuore potrebbe sviluppare problematiche quando si è affetti da obesità, diabete o si soffre di ipertensione arteriosa.

Quando nella storia familiare sono presenti cardiopatie o particolari eventi cardiaci, è sempre bene sottoporsi a visite precauzionali e farsi seguire da un cardiologo. Ovviamente, visite al cuore frequenti sono consigliate per chi soffre di cardiopatia e per chi ha, in passato, subito un intervento cardiologico.

Quali esami vengono svolti in una visita specialistica

La visita cardiologica è un esame non invasivo che può variare in base alle decisioni del medico e alle proprie necessità. Il cardiologo inizia ascoltando la storia clinica del paziente, per rilevare eventuali criticità nello stato di salute o nello stile di vita. È possibile che il medico richieda di effettuare anche ulteriori esami prima di recarsi in visita, come le analisi del sangue per rivelare i livelli di colesterolo, trigliceridi e glicemia.

Il cardiologo procede, poi, con la rilevazione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, con l’auscultazione del cuore e dei polmoni. A seconda delle necessità del paziente, il medico prosegue con un elettrocardiogramma (ECG), un holter cardiaco da tenere per 24 o 48 ore, un ecocolordoppler a riposo, sottosforzo e/o dei tronchi sovraortici, un ecocolordoppler venoso o arterioso, un’ecografia e un test da sforzo.

Una visita specialistica, quindi, può differenziarsi in base alle proprie condizioni di salute. È sempre bene ascoltare il parere del proprio medico di fiducia e del cardiologo e sottoporsi periodicamente a visite di controllo e precauzionali, soprattutto in presenza di sintomi che si presentano con frequenza o quando si pongono in essere criticità.

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