Medicina dello sport: perché il certificato del medico di base non basta

Iniziare a praticare un’attività sportiva senza aver consultato un medico specializzato in medicina dello sport potrebbe essere rischioso. La visita, infatti, permette di rivelare la presenza di patologie che, con la pratica, potrebbero peggiorare. Inoltre, stando a quanto stabilito dalla legge, per praticare una qualsiasi attività sportiva è necessario ottenere un certificato e, quindi, sottoporsi ad una visita specifica che cambia a seconda dei casi.

La medicina dello sport

In ogni caso, è sempre bene essere seguiti da un medico specializzato in medicina dello sport, una branca della medicina che si occupa di valutare le condizioni fisiche di un atleta e di tutte le patologie o disturbi che potrebbero derivare dalla pratica sportiva. 

Per la pratica di alcuni sport, come nuoto, basket, calcio, pallavolo e tanti altri, è necessario sottoporsi ad una visita eseguita da un medico specializzato in medicina dello sport. Solo in questo modo si potrà ottenere il certificato medico che consente di accedere alla pratica sportiva.

Certificato: tipologie e differenze

Esistono, in realtà, due tipi di certificato medico: quello agonistico e quello non agonistico. Quest’ultimo ha validità di un anno ed è necessario per tutte le attività sportive svolte da tesserati, organizzate dal Coni o attività parascolastiche organizzate da organi scolastici, attività organizzate da società sportive affiliate alle Federazioni sportive nazionali o da enti di promozione sportiva. Ad eseguire la visita può essere il medico di famiglia, il pediatra o un medico specializzato in medicina dello sport.

Il certificato agonistico, invece, è richiesto per tutte quelle attività sportive in cui sono previsti allenamenti costanti e la partecipazione a gare e competizioni. In questo caso, la visita può essere eseguita esclusivamente da un medico specializzato in medicina dello sport presso un ambulatorio autorizzato.

Perché la visita del medico di base non è sufficiente

Il certificato rilasciato da un medico di base non è sufficiente per tutti quegli sport che richiedono un sforzo fisico tale da poter compromettere la salute dell’atleta, soprattutto quando sono già presenti alcune patologie. Il motivo è presto detto: la visita per il rilascio di un certificato agonistico, quindi eseguita da un medico specializzato, è molto più approfondita rispetto a quella per il rilascio di un certificato di tipo non agonistico.

Un medico specializzato, per stabilire l’idoneità a partecipare ad allenamenti e competizioni, sottoporrà il paziente ad una serie di test. All’anamnesi e alla rilevazione dei dati antropometrici, infatti, seguiranno una spirometria, un elettrocardiogramma a riposo e sotto sforzo, l’analisi delle urine ed un test visivo.

La differenza con la visita svolta da un medico di base è sostanziale. Questa, infatti, generalmente prevede solo l’anamnesi, la misurazione della pressione ed un elettrocardiogramma a riposo. È evidente che, quando lo sport richiede maggiori sforzi, questa non è sufficiente per tutelare la salute del paziente.

Sottoporsi ad una visita specialistica ed ottenere il certificato medico sportivo di tipo agonistico, in particolar modo per la pratica di sport impegnativi dal punto di vista fisico, non è solo un obbligo stabilito dalla legge ma anche una scelta dettata dal buon senso.

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