Chirurgia: quali sono i rischi di un intervento chirurgico?

La chirurgia è quella branca della medicina che si occupa della terapia finalizzata a curare, ripristinare le funzioni di organi del corpo, per quelle malattie o affezioni di varia natura e origine che non possono essere curate per via farmacologica.

La chirurgia (dal greco lavorazione con la mano) prevede, infatti un intervento invasivo sul corpo del paziente per operare sulla parte al fine di rimuovere eventuali elementi ostruttivi, per ripristinare funzioni, per ricostruire legamenti, per ricostruire (nel caso di chirurgia plastica finalizzata all’aspetto estetico oltre che funzionale della parte interessata). Le branche della chirurgia, infatti, si diversificano e si specializzano per tipologia e metodi d’intervento. Esiste: la chirurgia d’urgenza che interviene nei casi di lesioni gravi che mettono in pericolo la vita del paziente (nel caso di emorragie o di lesioni di visceri per trauma); la chirurgia pediatrica che si occupa delle patologie neonatali e dell’infanzia, sopratutto per i casi di malformazioni; la chirurgia oncologica, che tratta le patologie neoplastiche indipendentemente dalla loro localizzazione nel corpo del paziente; la chirurgia toracica che interviene sui polmoni e su altre formazioni intratoraciche come la trachea, l’esofago, grossi bronchi; la cardiochirurgia specializzata sulle patologie del cuore; la ortopedica e traumatologica; la plastica ricostruttiva; la chirurgia oculistica  e quella vascolare.

Ognuna delle citate forme di chirurgia, si è sviluppata nel tempo con grandi e continui progressi, grazie al perfezionamento delle tecniche di sterilizzazione e asepsi (che evitano le complicazioni infettive), grazie anche alle tecniche di indagine tecniche e cliniche, grazie al ruolo della moderna anestesiologia, che con i farmaci sempre più perfezionati e alle metodiche particolari (ipotermia, circolazione extracorporea, ecc…) e agli strumenti tecnici (laser,robot ed altri) che permettono al chirurgo sia una completa conoscenza delle condizioni del paziente, sia una preparazione approfondita dell’intervento e, non ultimo, strumenti e materiali sofisticati atti alla esecuzione dell’intervento nel tempo strettamente necessario (es. interventi a cuore aperto). E’ evidente che ogni forma chirurgica presenta specifici protocolli, tecniche, modalità, tempi e preparazioni che servono a prevenire  errori ed escludere conseguenze post-operatorie. Alla luce di quanto evidenziato, i rischi di un intervento chirurgico sono, oggi, praticamente inesistenti salvo il caso di diagnosi imprecisa e per errori umani durante l’intervento (fatte salve le condizioni del paziente nel caso di chirurgia d’urgenza, laddove sia stato impossibile verificare tutte le condizioni cliniche preesistenti all’intervento o la presenza di patologie non dichiarate). In molti interventi chirurgici l’anestesia è locale e/o di breve durata, come nel caso di chirurgia oculistica, della mano, otorinolaringoiatrica, ortopedia-traumatologica ecc. In molti casi, gli interventi chirurgici non sono più effettuati in modo invasivo con il tradizionale bisturi ma per via endoscopica come negli interventi per le patologie del tratto intestinale, delle vie urinarie, della prostata, dell’apparato genitale femminile e delle articolazioni (es. asportazione del menisco) e in questo caso si parla di artroscopia. Questo tipo di interventi sono minimamente invasivi, altamente sicuri e permettono un recupero funzionale rapido permettendo al paziente un ritorno alla vita di ogni giorno in tempi che fino a qualche anno fa erano impensabili.

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